Voce Spettacolo

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http://vocespettacolo.com/2015/04/24/intervista-con-ugo-bentivegna/

Intervista con Ugo Bentivegna

Ugo Bentivegna

Il nostro direttore e attore Walter Nicoletti ha intervistato Ugo Bentivegna, celebre attore italiano. Di seguito la biografia e l’intervista esclusiva rilasciata per voi lettori.

Ugo Bentivegna, nato a Palermo il 14/11/1978, inizia i suoi studi come attore presso la scuola di teatro Teatès diretta dal maestro Michele Perriera. Nel 1998  si trasferisce a Roma, dove inizia a studiare lettere moderne e discipline dello spettacolo presso la facoltà di lettere dell’università “La Sapienza” di Roma laureandosi nel 2003 in Storia del teatro e dello spettacolo con una votazione di 110/110. Nel 1998  fonda a Roma il laboratorio teatrale Rataplab che diventerà, dal 2000, compagnia teatrale, con la quale porta in scena diversi spettacoli da lui stesso diretti. Durante gli anni dell’università partecipa a diversi stage e workshop con maestri e registi provenienti da tutta Europa. Inizia, inoltre, a conoscere l’ambiente del cinema partecipando, dapprima, come attore, poi come regista a diversi cortometraggi. Laureatosi nel 2003 si trasferisce  a Londra per due anni dove studia recitazione in inglese e collabora come assistente alla regia per una delle compagnie presenti all’interno del Teatro “Globe” di Londra. Nell’estate del 2004 vince una borsa di studio per il TVI Actor’s studio di Los Angeles che gli offrirà la possibilità di partecipare ad uno stage intensivo con attori e registi provenienti da tutto il mondo. Tornato a Roma nel giugno del 2005 inizia a collaborare come speaker per diverse radio locali, lavora come attore per diversi spettacoli teatrali, presta la voce a diversi documentari. Per tre mesi è impegnato  all’interno di una redazione di Sat2000 per un programma che si occupa di Cinema , teatro, musica e letteratura. Nell’estate 2006 partecipa come assistente alla Regia ad un film di K. Zanussi “Il sole Nero”. Interpreta ruoli e caratterizzazioni in diverse fiction: “ “Agrodolce” Rai 3, Squadra antimafia” canale 5, “Viola dimare” cinema, “Nati Ieri” Rai 1; “Un medico in famiglia” Rai 1 “don Matteo” (Rai1); “I Cesaroni” Canale 5. Inizia la sua collaborazione con la Polifemo srl (casa di produzione), quindi con l’organizzazione del premio Golden Graal, del quale diventerà Consulente Artistico della sezione teatrale. Dal 2006 è assistente del Maestro Maurizio Scaparro col quale lavorerà anche come attore per lo spettacolo “Polvere di Baghdad” con Massimo Ranieri e Eleonora Abbagnato. Nel 2008 va in scena con lo spettacolo “Aida per l’Armonia” e “ Refugees”, fa da Speaker alla trasmissione televisiva “Golden Graal 2008” in Onda su Rai 1. Nel 2010 è assistente alla regia di  Massimo Ranieri per “Filumena Marturano”  – Rai 1. Insegna Recitazione a Bambini e Adulti, alla Renate Casting e in diverse Scuole di Roma.

Ciao Ugo! Benvenuto su Voce Spettacolo. Sei in attività da oltre vent’anni, pur essendo giovanissimo. Come è iniziata la tua carriera artistica?

Il primo impatto è avvenuto alle scuole elementari quando ho portato in scena  un piccolo spettacolo. Subito mi sono reso conto che sarebbe diventato il mio lavoro perché sono stato letteralmente calamitato. Volevo diventare come uno di quegli attori che vedevo sul palcoscenico. Non avevo nessuno in famiglia che svolgeva questo lavoro.

Come ha reagito la tua famiglia?

I miei genitori hanno accettato con serenità. Successivamente mi sono iscritto ad una scuola di teatro a Palermo. Avevo 15 anni, nel mio corso erano quasi tutti adulti. La mattina andavo a scuola ed il pomeriggio studiavo recitazione. Poi mi sono trasferito a Roma dove vivo attualmente da 18 anni.

Oltre ad essere un attore sei stato anche aiuto regista ed in particolare speaker radiofonico. Ci sono corrispondenze o legami tra questi lavori?

In realtà mi sono occupato di speakeraggio in radio per documentari. La radio è sicuramente un mondo che mi affascina tantissimo. Si tratta di comunicazione pura. Un mestiere legato strettamente a quello dell’attore, considerato che con la tua voce devi riuscire a comunicare e ad attirare l’attenzione del pubblico. C’è da dire, peraltro, che la radio ha una funzione di promozione culturale. Basti pensare a molti degli spettacoli teatrali che venivano e vengono trasmessi. Un utile strumento a vantaggio di chi vive di cultura.

Se dovessi scegliere tra teatro e cinema?

Sicuramente il teatro, pur avendo interpretato diversi ruoli in fiction televisive.

Nel corso della tua carriera hai sicuramente avuto modo di conoscere tanti artisti di talento.

A dire la verità, ho avuto la fortuna di lavorare anche come aiuto regista per tre anni. In quel periodo ho conosciuto tantissimi artisti. Ricordo con immenso piacere l’aiuto regia di Massimo Ranieri in Filomena Marturano con Mariangela Melato. È stata un’esperienza meravigliosa. L’amicizia nata con Mariangela e Massimo mi ha permesso di crescere sia sotto il profilo artistico che umano. Ho un bel ricordo anche di Ennio Fantastichini, con cui ho lavorato per un film. Anche Ennio è stato davvero molto gentile e disponibile.

In qualità di attore teatrale come vedi lo stato di salute del teatro italiano?

La cultura italiana è in uno stato di grave crisi. Lo stato di salute del teatro italiano è pessimo, anche alla luce dei continui tagli che danneggiano il settore. Non dimentichiamoci la vicenda del Teatro Eliseo di Roma. Sono in tanti a non conoscerne la vicenda ed il valore inestimabile. Tutto è passato nel dimenticatoio.

Tra i tuoi innumerevoli lavori c’è anche un testo originale dal titolo “la chiave” portato in scena  presso il Teatro Stabile di Potenza.

Un teatro stupendo! Ho portato in scena questo spettacolo perchè legato ad un festival universitario.

 

Refugees, il tuo prossimo spettacolo in scena al teatro Quirino di Roma.

Si tratta di uno spettacolo che ho diretto ed ideato personalmente. Mi avvalgo della collaborazione di Claudia Koll. I rifugiati politici rappresentano il tema centrale. Quattro storie vere di persone intese come uomini alla ricerca di libertà e di una nuova vita. Nella prima parte si assiste ad una storia intervallata da brani musicali e da immagini davvero originali. Successivamente si passa alla seconda, in cui emergono i dati statistici legati ai rifugiati e agli emigranti italiani, i quali agli inizi del novecento sono andati via dal nostro Paese per identiche cause e condizioni. Una storia che si ripete, stando anche alle ultime tragiche vicende nel Mediterraneo. Chiusura con uno splendido monologo dell’attrice Valeria Contadino, la quale interpreta una ragazza siciliana costretta ad emigrare in Argentina. Infine un reportage fotografico inedito. Nel cast figurano anche altri cinque miei ex allievi.

Sei anche insegnante di recitazione. Cosa consigli agli aspiranti attori?

Insegno in altre tre Accademie. Prima di tutto, consiglierei di volerlo davvero. Di non considerare gli anni di studio come una perdita di tempo. Non deve essere assolutamente uno spreco economico e uno spreco di tempo perché se si vuol fare davvero questo mestiere, oggi, è necessario essere i numeri uno.