Corriere Dello Spettacolo

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24 aprile, 2015

REFUGEES. Riflettere senza urlare. Di Paolo Leone

Torna a Roma, in una versione completamente diversa e molto arricchita, dopo il debutto del 2008, lo spettacolo Refugees, ideato e diretto da Ugo Bentivegna, l’eclettico artista palermitano che si divide tra recitazione e lavoro alla regia. Argomento quanto mai tristemente attuale per riproporre le storie tratte dal libro “La notte della fuga”, edito da Avagliano Editore, stavolta in uno storico teatro romano, il Quirino – Vittorio Gassman. Sarà una suggestiva e toccante commistione tra prosa, musica, danza e immagini a dar voce ai drammi di chi solitamente voce non ha. Un vero adattamento teatrale, con la consulenza dell’autrice del libro, la scrittrice Donatella Parisi, che punta le luci su vicende i cui protagonisti sono ragazzi provenienti dal Kurdistan, dalla Mauritania, dalla Colombia e dalla Repubblica Democratica del Congo. I racconti saranno accompagnati dal suggestivo e poetico gioco di suoni, corpi ed immagini che avranno lo scopo di arricchire artisticamente le testimonianze, affidate alla voce di Valeria Contadino, di quelli che solitamente non vengono pensati come celebri rifugiati nell’immaginario collettivo. A partire da Gesù, Miriam Makeba, Isabelle Allende, Albert Einstein, Rudolf Nureyev, tutti hanno condiviso la stessa parte di destino nel disagio della condizione di rifugiati. Lo spettacolo è realizzato anche grazie al coinvolgimento degli ex allievi della Star Rose Academy, diretta da Claudia Koll, e la stessa Claudia sarà protagonista, insieme a Bentivegna, nel raccontare le quattro storie che saranno il cuore della serata.

I due si gioveranno dell’accompagnamento al pianoforte di Marco Ciardo e della voce di Enrica Arcuri che interpreterà delle canzoni in tema con la serata, classici di Elton John, di Fiorella Mannoia, dei Negramaro e di Rod Stewart. A Stefano Grillo è affidata una lettura dei dati del processo migratorio in Italia e nel mondo, un fenomeno universale e inarrestabile che affonda le proprie radici nella notte dei tempi. E da lontano (ma nemmeno tanto) passato proviene l’ultima storia di questo toccante spettacolo, quella di Maria, che attraverso la voce della Contadino ci rifarà vivere le emigrazioni di massa degli italiani in Argentina, conducendoci all’interno di un flusso, di un “ritmo universale della vita”, di un’unica comunità in cui riconoscere la propria identità. Per essere in grado di apprezzare e cogliere le differenze.

I protagonisti ce la metteranno tutta per emozionare il pubblico e offrire un interessante spunto di riflessione. In tempi dove si fa a gara a chi strilla di più, è già un passo avanti. Ci aspettano al Teatro Quirino Lunedì 27 aprile alle 20,30.

Paolo Leone

 

Si ringrazia l’ufficio stampa dell’evento, nelle persone di Alma Daddario e Nicoletta Chiorri.